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Trekking dell’Annapurna: noi turisti nepalesi veniamo discriminati

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Nell’Anno Nazionale del Turismo, dichiarato dal Governo nepalese quest’anno, giunge da uno dei più frequentati percorsi escursionistici del Paese, il trekking dell’Annapurna, la lamentela dei turisti interni, che erano proprio uno dei target principali dell’iniziativa.

Quello che viene recriminato è il fatto che, lungo la rotta che porta all’Annapurna, il trattamento riservato dagli albergatori nepalesi ai i turisti nepalesi è discriminatorio, poiché i primi prediligerebbero gli stranieri.

Una delle accuse più frequenti è che le camere, sebbene non prenotate o occupate, non vengono assegnate ai trekker locali, ai quali viene chiesto prima se sono arrivati con degli stranieri. Cosa che non viene assolutamente smentita: “Non diamo priorità ai turisti nepalesi, chiunque essi siano, poiché quelli stranieri sono ospiti speciali “, ha riferito un albergatore. Alcuni escursionisti raccontano che i nepalesi, in alta stagione, vengano fatti addirittura dormire nelle cucine o nelle sale da pranzo.

Non solo le camere sono il problema, diverso trattamento viene riservato anche ai servizi: viene spesso segnalato che ai viaggiatori nepalesi viene dato cibo stantio a differenza di quanto accade con gli altri escursionisti.

Gli alberghi e le pensioni sul percorso sono circa 40 e ogni giorno sono circa 200 i turisti che giungono al campo base dell’Annapurna. Considerando lo sforzo sia del governo nepalese, ma anche delle tante altre realtà che si stanno adoperando per incentivare e promuovere il turismo interno, quello che viene chiesto è un cambiamento di mentalità per non ingenerare delle spirali economiche poco virtuose che porterebbero i soldi dei turisti nepalesi altrove, rimanendo quindi necessariamente dipendenti in toto dal turismo estero.

 

(Fonte e foto in alto: República)

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