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Tibet, svelato il mistero delle valanghe gemelle

Photo courtesy of NASA Earth Observatory

Il 21 luglio 2016 una valanga travolge e uccide nove pastori nella regione occidentale del Tibet; un episodio anomalo, secondo gli esperti, a cui si aggiunge una seconda slavina, il 24 settembre successivo, e lascia il mondo scientifico molto perplesso. “Anche una sola di esse” ha detto Andreas Kääb, glaciologo dell’Università di Oslo, “è davvero inusuale”: temperature e precipitazioni, infatti, rientrano nella norma, e la vicinanza temporale e geografica dei due fenomeni non trova precedenti.

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La distanza tra le due valanghe è molto ridotta.

Per risolvere il mistero delle valanghe gemelle, sono state visionate le fotografie satellitari della zona raccolti dalla tra giugno e settembre. Le immagini NASA parlano chiaro: qualcosa non torna nel ghiacciaio. Ma cosa?

Analizzando i dati ottenuti dai radar, gli scienziati della IACS (International Association of Chryospheric Sciences) e dell’International Permafrost Association hanno notato diversi crepacci sulla superficie del ghiacciaio e, in più, un cambiamento a livello di altezza; indizi che portano a pensare a un surge glaciale, cioè un avanzamento eccezionale del ghiacciaio stesso.

Il primo surge, quello della valanga del 21 luglio, inizia verso la fine del 2015 per poi arrestarsi, una volta giunto in una valle più stretta; da qui, l’ostruzione potrebbe aver spinto l’acqua all’interno del ghiacciaio, provocandone il crollo, e così sarebbe accaduto per la seconda valanga.

 

Photo courtesy of NASA Earth Observatory

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