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Ang Tseherig Sherpa duro contro agenzie nepalesi ed alpinisti

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Ang Tseherig Sherpa, Presidente della Nepal Mountanering Association, è “quasi” ottimista. “L’augurio è che l’alpinismo faccia presto rivivere il Nepal”.

Certamente si riferisce alle grandi salite e a tutto quanto ruota attorno all’Everest, il più potente brand della montagna, ma anche all’Annapurna, al Lhotse, al Makalu, al Manslu, al Dhaulagi, al Kanchenjunga, alle decine di settemila che svettano nei cieli del Nepal, per non parlare delle pareti strepitose di montagne di oltre seimila metri.

Ha ragione ad essere ottimista anche se il terremoto del 24 aprile del 2015 ha lasciato profonde ferite e impoverito ancor di più, se possibile (690 USD il reddito pro-capite annuo), il suo paese. Le spedizioni alpinistiche stanno tornando, quest’anno sono state l’87 % rispetto a prima del terremoto e la metà dei trekkinisti hanno di nuovo percorso le valli del Nepal.

Sono arrivati tanti soldi in Nepal per il dopo terremoto, quasi 5 miliardi di dollari di donazioni, e la ricostruzione è partita, con fatica. Ma Ang Tshering Sherpa, che ben conosce la sua terra e la complessa gestione del potere sul tetto del mondo, dove tutto è in equilibrio instabile, sa e ci dice che la miglior cura sarà il lavoro e per questo lancia forte il suo messaggio: “Abbiamo bisogno di far sapere al Mondo che il miglior modo di aiutare il Nepal è visitarlo”.

I problemi non mancano anche per l’alpinismo: la dura polemica della stampa nepalese e internazionale nei confronti degli ufficiali di collegamento, rei di non aver fatto il loro lavoro e di seguire raramente le spedizioni pur certificando gli arrivi in vetta dei componenti delle stesse, ha lasciato un profondo sfregio sull’immagine dell’organizzazione nepalese. E poi ci sono le nuove regole per l’alpinismo, in primis sull’Everest, una riforma urgente che dovrebbe saper coniugare business e rispetto per la natura, ma anche per la tradizione e la cultura. Ci vogliono più controlli dice Ang Tshering e più preparazione da parte di tutti. Il Presidente della Nepal Mountanering Association lancia poi una dura polemica contro quelle agenzie nepalesi che offrono prezzi al ribasso continuo per salite alpinistiche fino a non riuscire poi a mantenere un minimo di qualità del servizio e tantomeno la sicurezza; ma non risparmia nemmeno gli alpinisti che: “sono solo alla ricerca del prezzo, non della qualità e nemmeno alla sicurezza”.

Se lo dice lui che è anche il presidente dell’Asian Trekking, una delle più importanti agenzie, la speranza che presto sull’Everest arrivi il buon senso si allontana di nuovo.

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