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Alpinismo, Primo Piano

Marek Raganowicz ripete la Plastic Surgery Disaster

“Gli anni ’90 rappresentano il culmine dell’attività di Eric Kohl nella Yosemite Valley; tutt’oggi le sue vie sono considerate espressione dei più alti standard di etica ed eleganza in arrampicata”. La Plastic Surgery Disaster (5,8 / A5, moderna) è stata tracciata in solitaria da Kohl, che ne ha valutato con severità le difficoltà, e perciò Marek Raganowicz ne esalta i pregi e l’attualità, utilizzando per questa via l’aggettivo ‘moderno’.

Grande il rispetto da parte di Raganowicz, che constata la presenza persistente di “foratori di roccia” sulle pareti della Valle “tanto per fare un metro in più”. Vie come la Plastic Surgery Disaster sono relativamente brevi, ma ogni salita è densa di difficoltà e il superamento richiede sia abilità fisica che tecnica, nonché forza mentale.

La via passa proprio sul muro tra lo Zodiaco ed il Contrafforte Oriente. Purtroppo ci sono molti corsi d’acqua, che con una piccola pioggia si trasformano in torrenti. La roccia non è solida come altrove: “Ci si trova di fronte a fessure poco solide” dice Raganowicz “e a scariche di sassi, che possono essere molto stressanti, anche se su Plastic Surgery Disaster non ho avuto problemi particolari”.

La via di arrampicata artificiale è composta da due tiri di A5, sei di A4/A4+, due di A3/A3+ e tre tiri di minore difficoltà; gli spit sono pochi ed è necessario fare sosta su materiale trad e andare incontro ad un livello di rischio che per molti arrampicatori attuali è inaccettabile.

Una salita impegnativa dal punto di vista della concentrazione e dello stress, che ha provato Raganowicz, anche con un volo all’ottavo tiro dipeso dall’utilizzo di hook non appuntiti che scivolavano fuori dagli agganci. Un errore da non ripetere.

“La via è molto bella – continua Raganowicz – e nella mia lista del vie che ho salito su El Capitan si piazza dietro un altro A5  di Eric Kohl – Surgeon General… Naturalmente è difficile consigliare una via in cui il tiro chiave si chiama Suicidal Failure – fallimento suicida – ma vorrei comunque sottolineare la bellezza unica ed il carattere naturale della via”.

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